La complessità del senso
21 09 2017

Hunger

Hunger
Steve McQueen, 2008
Fotografia Sean Bobbitt
Michael Fassbender, Liam Cunningham,  Stuart Graham, Lalor Roddy, Liam McMahon, Laine Megaw, Brian Milligan, Helena Bereen, Karen Hassan, Frank McCusker, Helen Madden, Des McAleer.
Cannes 2008, Caméra d’Or.

Sciopero della fame a oltranza. Lo decide Bobby Sands, “officer commanding” dei prigionieri dell’Ira (movimento repubblicano violento dell’Irlanda del Nord contro la predominanza britannica), nel 1981. Condannato a 14 anni di carcere nel settembre 1977 e imprigionato nel penitenziario di Long Kesh, Bobby rifiuta gli abiti civili e chiede insieme ai suoi compagni di lotta il riconoscimento di prigioniero politico. Il governo di Margaret Thatcher non cede. Alla decisione estrema si arriva dopo la terribile resistenza fisica al trattamento disumano dei carcerieri e dopo l’incontro con un prete cattolico, dialogo decisivo per capire le ragioni contrapposte e non risolvibili dei due modi di concepire il mondo. Terrorista o martire? All’esordiente regista britannico (solo omonimo dell’attore americano) non interessa risolvere il dilemma quanto toccare, per così dire, con mano il sacrificio del corpo, scelto dal combattente Sands come unica via possibile al conseguimento dell’obbiettivo: «Togliermi la vita – dice – non è solo l’unica cosa che posso fare, è anche la sola cosa giusta da fare». Di maggiore impegno rispetto al successivo Shame (2011), il lavoro rende qui con efficacia la speciale equivalenza tra realtà fisica e pensiero. L’orrore delle immagini all’interno del carcere e il senso complessivo di insostenibile tortura che precede la decisione dello sciopero della fame, non sono mai separati dalla tensione ideale. Gli stessi carcerieri, anche nella brutale aggressività verso i detenuti, non sono visti con sguardo emotivo ma come figure di una “massacro vivente”, in una sorta di astrazione scenica che rende ancor più importante il portato simbolico della vicenda. Premiato a Cannes due anni dopo la Palma d’Oro all’epico Il vento che accarezza l’erba di Kenneth Loach sulla guerra civile del 19209-’22 in Irlanda, il film di McQueen può essere uno sguardo più ravvicinato e successivo sulla lunga, drammatica e non ancora del tutto risolta vicenda storica; e anche un reperto visivo-tattile del dramma simbolico.

Franco Pecori

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27 aprile 2012