La complessità del senso
18 11 2017

La città proibita

film_lacittaproibita.jpgCurse of the Golden Flower
Zhang Yimou, 2006
Chow Yun Fat, Gong Li, Jay Chou, Ye Liu, Qin Junjie, Man Li, Dahong Ni.

Qualcosa di terribile sta per accadere a Palazzo. L’imperatrice Phoenix/Gong Li ha pronta la sua mossa per la notte della festa dei crisantemi. Sotto forma di “messa cantata”, ancor più che nella Foresta dei pugnali volanti, Yimou dà forma mitica alla Cina antica (X Sec). Nella sconfinata e gigantesca residenza imperiale si compiono destini, il cui esito formale, oggettivo, copre le tragedie personali di tutta una famiglia. L’imperatore Ping/Chow Yun Fat (dinastia Tang) sente di essere giunto al punto decisivo della propria esistenza ed ha in mente un piano segreto, di cui soltanto il medico di corte è a conoscenza. Wan, principe ereditario e figliastro di Phoenix, è stato per anni anche l’amante dell’imperatrice ed ora, innamorato di Chan, figlia del medico, sogna di fuggire con la ragazza. Gli altri due figli di Ping lottano tra la fedeltà all’imperatore e l’aspirazione al comando. Il veleno serpeggia nelle stanze. Phoenix è costretta ad assumere, giorno dopo giorno, due grammi del “rimedio” preparato del dottore. La medicina inciderà in pochi mesi sulle facoltà mentali della donna. Phoenix vive il dramma con perfetta lucidità e cova in sé la rivincita, specialmente dopo che la moglie del medico, scoprendo il volto marchiato, svela la propria condizione di moglie negata e data per morta. Scenografie imponenti, sfarzose e dorate, rivestono di spazi geometrici e di percorsi rituali gli impulsi dei singoli, trasformandoli in esecuzioni fatali, oggettivate nell’immodificabile storia. Il tratto congiuntivo si manifesta con l’irruzione scenica, improvvisa quanto “necessaria”, di forze militari, sterminate nel numero (grazie al computer) e irrefrenabili nell’impeto “innato”, che si fronteggiano in uno scontro-danza finale, manifesto di tensioni irrinunciabili e risolutive. E così la conclusione sarà mista, composita. L’immane violenza si placherà nell’incubo finale dei destini singoli che si sciolgono nel teatro del contrasto, nella Città Proibita, dove la pace è il miraggio di individualità impossibili.

Franco Pecori

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25 maggio 2007