La complessità del senso
22 11 2017

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Federico Fellini, 1963
Marcello Mastroianni, Anouk Aimée, Sandra Milo, Claudia Cardinale, Rossella Falk, Barbara Steele, Mario Pisu, Annibale Ninchi, Caterina Boratto, Rossella Como, Eddra Gale.
Oscar: film str.

 “Un film su un film che a sua volta  verte sul cinema”. Il percorso di Moraldo/Fellini si complica. La definizione dell’ottavo film (e mezzo: Luci del varietà, 1950, è firmato insieme a Lattuada) è di Christian Metz e suggerisce di vedere in Guido, il protagonista regista in crisi di ispirazione, la personificazione stessa del cinema. Fellini è il cinema. Per ritrovare l’ispirazione, il regista Guido decide di andare in profondità, nel suo immaginario, resuscitandone le figure, anche le più remote; indica così, esplicitamente, il “pozzo” da cui attinge. E però, la rappresentazione di questo sguardo all’interno è opera di Fellini: la messa in scena è riconoscibilissima. Dunque possiamo leggere Otto e mezzo come metafora di tutto il cinema di Fellini. E cioè del cinema. Da questa sorta di autoanalisi nascono scene indimenticabili, come l’infanzia nella casa romagnola, la Saraghina, il Cardinale alle terme, l’harem; e la “giostra” finale, che rimette tutto in discussione, rivalutando l’ambiguità.

 


Franco Pecori Otto e mezzo Rai Televideo, 16 giugno 2003


 

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16 giugno 2003