La complessità del senso
17 10 2017

Bergamo Film Meeting, 30 anni di cinema d’essai

La Mostra del Cinema d’Essai di Bergamo compie 30 anni. Da sempre si propone di essere un laboratorio culturale e di idee, un’occasione per tracciare nuovi percorsi e fare nuove scoperte, andare in cerca delle nuove tendenze del cinema contemporaneo e riscoprire le pagine più affascinanti della storia del cinema. Il programma della XXX edizione prevede oltre 80 film, un concorso internazionale di lungometraggi, opere inedite, omaggi e retrospettive, documentari, anteprime e cult movies, arricchiti da incontri con gli autori, workshop, proiezioni per le scuole, mostre, arte e musica. Il Festival chiuderà a ritmo di musica, domenica 18 marzo in Auditorium, dove sarà presentata l’edizione 2012 di Bergamo Jazz, con la proiezione del film Sur un air de Charleston (1927) di Jean Renoir, musicato dal vivo dal chitarrista Roberto Cecchetto.


MOSTRA CONCORSO
La sezione competitiva del festival è un viaggio alla scoperta di nuovi autori che hanno saputo distinguersi per l’originalità delle proposte linguistiche e narrative con cui affrontano i temi della contemporaneità. I 7 lungometraggi selezionati, inediti in Italia, concorrono al Premio Bergamo Film Meeting, assegnato ai tre migliori film della sezione sulla base delle preferenze espresse da tutto il pubblico del festival.

 

La mitad de Óscar/Half of Óscar/La metà di Óscar
di Manuel Martín Cuenca, Spagna 2010
con Rodrigo Sáenz de Heredia, Verónica Echegui,

Americano (Primo Premio)
i Mathieu Demy, Francia 2011
con Mathieu Demy , Chiara Mastroianni , Geraldine Chaplin , Salma Hayek

Emek tiferet/A Beautiful Valley/Una bella vallata
di Hadar Friedlich, Francia*Israele 2011
con Batia Bar, Eli Ben-rey, Hadar Avigad

Onder ons/Amog Us/Tra noi
di Marco van Geffen, Olanda 2011
con Dagmara Bak, Natalia Rybicka, Rifka Lodeizen

Las acacias/Le acacie (Secondo Premio)
di Pablo Giorgelli, Argentina*Spagna 2011
con Germán de Silva, Rubén Hebe Duarte

En ville/Iris in Bloom/In città (Terzo Premio)
di Valérie Mréjen, Bertrand Schefer, Francia 2011
con Lola Créton, Stanislas Merhar Jean

Din dragoste, cu cele mai bune inten?ii/Best Intentions/Con le migliori intenzioni
di Adrian Sitaru, Romania*Ungheria 2011
con Bogdan Dumitrache, Aura Calarasu

 

VISTI DA VICINO
Una selezione di 15 film documentari, tra corti, medi e lungometraggi provenienti da tutto il mondo, dove il confronto degli autori con il “reale” è particolarmente attuale e urgente. Il cinema documentario è in continua evoluzione, sempre più raffinato e attento alla precisa elaborazione cinematografica di forma e contenuto. Non sempre basta una buona idea, non sempre è sufficiente una grossa produzione, ma quando l’autore entra in empatia con il soggetto che riprende, allora il film è davvero “visto da vicino”.

 

OMAGGIO A DE ARANOA
Sceneggiatore e regista cinematografico, Fernando Léon De Aranoa è nato a Madrid nel maggio del 1968. Nella fase iniziale della sua carriera si dedica alla sceneggiatura, sia per lungometraggi di finzione che per programmi e serie televisive. Ancora giovanissimo, scrive e dirige il suo primo lungometraggio, Familia (1996), grazie al quale vince il Premio Goya come miglior regista esordiente. Con il secondo lungometraggio, Barrio (1998), vince tre premi Goya e il Premio come miglior regista al Festival del cinema di San Sebastián. Lucido osservatore della realtà contemporanea e delle sue contraddizioni, De Aranoa si concentra sia sulla società spagnola, quanto su quella internazionale. Con il documentario Caminantes (2001), premiato al festival del cinema di L’Avana, al festival CineLatino di Los Angeles e di New York, racconta con un approccio creativo e originale la marcia zapatista dell’inizio del 2001. Los lunes al sol (I lunedì al sole, 2002) è il film che lo consacra a livello internazionale: vince cinque premi Goya (tra cui quello per il miglior attore a Javier Bardem) e il Premio come miglior film al festival del cinema di San Sebastián. Ambientato in Galizia negli anni successivi alla riconversione industriale e i pesanti licenziamenti, ci racconta di alcuni disoccupati che vivono alla giornata, trascorrendo lunghe ore al bar, filosofeggiando e tentando di trovare un nuovo lavoro. Il film era stato presentato in anteprima italiana a Bergamo Film Meeting nel 2003. Nel 2004, De Aranoa fonda la propria casa di produzione, la Reposado, con la quale produce tutti i film successivi. Nel 2005 scrive, dirige e produce Princesas, vincitore di tre premi Goya. Storia di due prostitute, una trentenne spagnola e una clandestina dominicana, il film è accompagnato dalla colonna sonora di Manu Chao, per il quale De Aranoa dirige anche il videoclip del brano Me llaman Calle. Nel 2007, collabora al film collettivo Invisibles, realizzato con Mariano Barroso, Isabel Coixet, Javier Corcuera e Wim Wenders, in occasione del ventennale della sezione spagnola di Medici Senza Frontiere. Il suo ultimo lungometraggio Amador (2011), presentato al festival di Berlino, è un dramma realista e intimo che racconta le molteplici difficoltà di una giovane donna sudamericana immigrata in Spagna. Attualmente, De Aranoa sta girando un film sul tour del cantautore e poeta spagnolo Joaquín Sabina. Bergamo Film Meeting pubblicherà un volume monografico dedicato al regista, con testi originali, interviste, saggi di critica, una ricca galleria di immagini e la filmografia completa. Fernando León De Aranoa sarà ospite di Bergamo Film Meeting.

 

I CONFINI DELL’EUROPA
Cosa si intende quando si parla di Europa? Quali sono i suoi confini? La rassegna comprende 8 titoli, partendo da due opere particolarmente significative: Die Mitte (Il centro, Germania 2004) di Stanislaw Mucha, divertente viaggio tra i Paesi e i luoghi che ambiscono o pretendono di essere ufficialmente “il centro d’Europa”, e Visions of Europe (UE, 2004), opera collettiva di 25 registi europei affermati o emergenti, chiamati a raccontare, con il proprio stile e la propria creatività, l’immagine, le storie, lo spirito dell’Europa.

 

RITRATTO D’AUTORE. ANNI ’70: UOMINI CHE RACCONTANO LE DONNE
Negli anni ’70 il movimento femminista si impone con la sua forza di cambiamento nella società, nella politica, nella morale sessuale, nel rapporto con la cultura maschilista dominante. Autori come Truffaut (Les deux anglaises et le Continent / Le due inglesi, Francia 1971), Rohmer (La Marquise d’O… / La Marchesa von…, Francia/Germania 1976), Losey (The Go-Between / Messaggero d’amore, Gran Bretagna 1970), Fassbinder (Fontane Effi Briest / Effi Briest, Germania 1974), Buñuel (Cet obscur objet du désir / Quell’oscuro oggetto del desiderio, Francia/Spagna 1977), Bergman (Viskningar och rop / Sussurri e grida, Svezia 1973), Ferreri (La cagna, Italia/Francia 1972) traducono in immagini opere letterarie che raccontano storie di donne che vivono il disagio dei loro tempi, il peso dei pregiudizi, le difficoltà di vivere i propri sentimenti, ma anche la volontà di combattere una società chiusa e di non rinunciare alla vitalità dei loro desideri.

 

L’OMBRA DEL DUBBIO. L’AMBIGUITÀ COME ESSENZA DEL NOIR
Terza e ultima tappa, dopo la Dark lady e lo Psycho Thriller, attraverso un genere che si è sviluppato negli anni ’40, negli Stati Uniti, ma che ha avuto grande influenza anche sulla produzione europea, soprattutto francese e inglese. Il “dubbio” è uno degli elementi costitutivi di molti film che appartengono al noir, speculare all’ambiguità, al disorientamento, al sospetto, alla commistione tra vero e falso. Alcuni film hanno fatto la storia del genere, a cominciare da Shadow of a Doubt (L’ombra del dubbio, Usa 1943) di Alfred Hitchcock, che dà il titolo alla rassegna, per proseguire con Gaslight (Usa 1940) di Thorold Dickinson, Fallen Angel (Un angelo è caduto, Usa 1945) di Otto Preminger, Mildred Pierce (Il romanzo di Mildred, Usa 1945) di Michael Curtiz e In a Lonely Place (Il diritto di uccidere, Usa 1950) di Nicholas Ray.

 

MIDNIGHT MOVIE: L’OMBRA DEL DOPPIO
Per le “incursioni notturne” del festival – Midnight Movie e Fantamaratona – Bergamo Film Meeting propone un viaggio nel mondo perturbante del doppio tra gemelli, cloni e sosia. La rassegna spazia tra il comico, l’horror, il dramma e la commedia, proponendo gustose riscoperte, come Dead Ringer (Chi giace nella mia bara?, Usa 1964) di Paul Henreid, con la perfida Bette Davis nel ruolo di due gemelle o ancora, A Zed & Two Noughts (Lo zoo di Venere, GB/Olanda, 1986) di Peter Greenaway, intricata e macabra storia di due fratelli, che hanno perso le mogli in un incidente d’auto.
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8 marzo 2012