La complessità del senso
23 09 2018

Bobbio, Intorno alla Repubblica

 

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A pochi giorni dal successo della parata del 2 giugno, interessante la lettura del Dialogo intorno alla Repubblica (Laterza ed.), in cui Norberto Bobbio e Maurizio Viroli, fanno trasparire almeno l’esigenza di una riflessione non superficiale. Storia, morale, teoria intrecciano le competenze in un discorso appassionato e altrettanto lucido. Intanto, la ricerca di una chiarezza con cui si possa distinguere il pensiero repubblicano da quello liberale e da quello democratico; poi, l’esigenza di mantenere «uno  sguardo freddo sulla storia», che è la condizione per poter parlare di politica.

Lo Stato e il monopolio della forza
«La maggior parte dei cittadini non è virtuosa, ma viziosa». Da qui la legittimità del monopolio della forza, detenuto dallo Stato. Bobbio parte da qui per affermare che la democrazia «ha bisogno di buone leggi e di buoni costumi». Su tale base il tema dell’amor di patria acquista una consistenza realistica. Altro grande problema affrontato è la libertà politica. Bobbio, riferendosi a Hobbes, ricorda che «sovrani sono gli individui soltanto nello stato di natura, e per questo sono (…) in continua guerra tra loro».

La democrazia e il partito personale
Bobbio puntualizza il concetto di “partito personale”. Tutti i partiti storici hanno avuto uno o più leader. La novità di Forza Italia sta nel fatto che «il partito di Berlusconi è un partito personale in senso proprio, in quanto non è un’associazione che ha creato un capo, ma è un capo che ha creato l’associazione». Quanto al denaro, «può comprare la repubblica», dice Bobbio. E il problema è «molto serio» perché l’unico contraltare è «la forza dell’ideologia». Per questo, Bobbio ripete che «la democrazia non è il migliore dei beni, ma è il minore dei mali».



Franco Pecori Bobbio-Viroli, Dialogo intorno alla Repubblica Rai Televideo, 8 giugno 2001


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8 giugno 2001