La complessità del senso
18 10 2017

Benvenuti al Nord

Benvenuti al Nord
Luca Miniero, 2011
Fotografia Paolo Carnera
Claudio Bisio, Alessandro Siani, Angela Finocchiaro, Valentina Lodovini, Nando Paone, Giacomo Rizzo, Paolo Rossi Nunzia Schiano, Salvatore Misticone, Fulvio Falzarano, Gianmarco Pozzoli, Katia Follesa, Teco Celio.

Quadri di varietà, il vecchio Varietà che non muore mai. Ora è al servizio delle caratterizzazioni nelle commediole descrittive del costume italiano e la mano che dà è decisiva. A volte un solo quadro vale tutto un film. Prendete il duetto tra il napoletano Scapece (Salvatore Misticone), amico di Mattia (Alessandro Siani) e la milanese Erminia, la canuta madre di Silvia (Angela Finocchiaro, più brava che mai, nel doppio ruolo femminile): scatta il ritmo e non diciamo i due dialetti ma le due espressioni, i due mondi si contestano al volo in un appassionato e irresistibile controcanto del disaccordo e del funiculà. È anche lo spirito del film nel suo complesso, la Napoli stereotipa e la Milano risaputa che hanno l’occasione – col trasferimento di Mattia al Nord – di misurare le possibilità di incontro benevolo, in un Paese che in fondo non deve poi faticare troppo a trovare punti di fusione. Alberto (Claudio Bisio) lo introduce nel “terribile” meccanismo lavorativo delle Poste Italiane. Il giovane, già depresso per la crisi con la moglie Maria (Valentina Lodovini) che ha dovuto lasciare sola al Sud, attingerà alle doti di “napoletano” per adattarsi e risolvere a proprio vantaggio le maniacali istanze di efficienza, rapidità, puntualità, energia e sorriso (e.r.p.e.s. !) del capo riformatore Palmisan, pennellato da Paolo Rossi a somiglianza di un recente ministro della Repubblica. Il film diverte nonostante una certa macchinosità della sceneggiatura e l’ovvietà della “morale” conciliatoria, prevedibilissima specie considerando che va a chiudere il cerchio apertosi col primo film, Benvenuti al Sud (2010).

Franco Pecori

Print Friendly

18 gennaio 2012