La complessità del senso
25 09 2017

Il sentiero

Na putu
Jasmila Zbanic, 2010
Fotografia Christine A. Maier
Zrinka Cvitesic, Leon Lucev, Ermin Bravo, Mitjana Karanovic, Marija Kohn, Nina Violic, Sebastian Cavazza, Jasna Ornela Bery, Izudin Bajrovic, Jasna Zalica, Luna Mijovic.
Berlino 2010, concorso.

A un quindicennio dalla guerra di Bosnia, nella Sarajevo attuale sono tutt’altro che superate le divisioni e le contrapposizioni culturali alla base di quel conflitto. Nella vita quotidiana, oggi non meno di ieri il confine tra scelte laiche e ossequio ai princìpi islamici può divenire labile in ogni momento. Quasi tutto ciò che nel comportamento non religioso può apparire normale è invece severamente proibito e segnato come “peccato” da quanti praticano la religione di Maometto: le donne col velo e separate dagli uomini, i rapporti amorosi prima del matrimonio, la stretta osservanza delle ritualità nel quadro di una vita associata che deve rispondere nei dettagli – perfino nelle forme del divertimento – ai dettami morali del Corano. Luna (Zrinka Cvitesic)  e Amar (Leon Lucev) sembrano una coppia felice, bene inseriti nel lavoro “moderno”, lei hostess in giro per il mondo, lui nella torre di controllo dell’aeroporto. Vogliono un figlio e accettano l’idea di programmare l’inseminazione artificiale. Ma il castello è di carta. Basta un bicchiere di troppo per far perdere il posto ad Amar e basta il casuale incontro con un ex commilitone perché le porte della comunità Wahhabita si aprano, nella prospettiva di un recupero “spirituale” assistito e integralista. La guerra non ha fatto molti morti soltanto, ha lasciato vuoti nei sopravvissuti. Amar colma il proprio vuoto irrigidendosi nei confronti di Luna e preferendo la moschea. Luna tenta di capire e di salvare l’amore ma al momento decisivo rifiuta di avere un figlio con quell’uomo che ormai è irreparabilmente diverso da lei. La documentarista e artista di marionette Jasmila Zbanic, nata a Sarajevo nel 1974, ha vinto l’Orso d’Oro a Berlino nel 2006 con il suo primo film, Il segreto di Esma. Anche questo Na putu (“in cammino verso una meta”) proviene dal concorso della Berlinale (2010) ed è segnato dallo sguardo doloroso e specialmente femminile verso una realtà in piena evoluzione dopo la tragedia degli anni ’90. Zbanic sceglie la via di una regia semplice e a tratti semplificata, puntando sulla tipicità di un rispecchiamento aggiornato ma non dubbioso circa la capacità del cinema di raccontare storie esemplari. La protagonista Zrinka Cvitesic si cala con convinzione nel ruolo di Luna fornendo al personaggio, senza strafare, le necessarie e ben comprensibili sfaccettature psicologiche.

Franco Pecori

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27 gennaio 2012