La complessità del senso
23 09 2017

Scialla!

Scialla!
Francesco Bruni
Fotografia Arnaldo Catinari
Fabrizio Bentivolgio, Filippo Scicchitano, Barbora Bobulova, Vinicio Marchioni, Giuseppe Guarino, Pince Manujibeya, Arianna Scommegna, Giacomo Ceccarelli, Raffaella Lebboroni.
Venezia 2011, Controcampo italiano: miglior film.

All’epoca del santo cioè, i giovani sessantottini usavano chiedere gli “spiccioli” all’angolo delle strade: checciascèntoíe? (hai da darmi cento lire?). Più che dimostrare una necessità di denaro, la richiesta rafforzava la capacità del cioè, di offrire per ogni ipotesi un chiarimento ulteriore senza con ciò fare passi troppo impegnativi; e anche l’occasionale “aiuto” (più tardi sarebbe divenuto un “aiutino”, ma in altri contesti, masmediatici), poteva significare che, in fondo, il mondo sarebbe andato avanti. Oggi, la fascia d’età si è ulteriormente abbassata e il disimpegno si è fatto più esplicito e programmatico: scialla, tranquillo, tutto a posto. C’è stato un Vasco di mezzo, le “disperazioni” si sono placate. Disperazioni tra virgolette, false in sostanza, e dunque rimediabili. Si tratta di vedere in che modo, tu però nun t’accollà, non essere appiccicoso come la colla, lasciami respirare. Per esempio, Luca (Scicchitano alla prima prova d’attore), protagonista quindicenne del film di Bruni (sceneggiatore al debutto nella regia), intuendo che i professori stanno tentando – visto il suo impegno nell’ultima parte dell’anno – di portare al sei almeno due delle insufficienze, limitando così a tre i “debiti”, si presenta nella sala del consiglio e chiede di essere bocciato: avrà almeno l’estate libera! Una furbata che – suggerisce il film – possiamo perdonare al ragazzo, se non vogliamo proprio accollarci anche noi. Del resto, nel film, di cose più importanti ne succedono, ma: scialla, tutto a posto. Al bravo Bentivoglio tocca la parte di Bruno, maturo e stracotto professore “pentito”, fuggito dalla scuola e ripiegato sulle lezioni private e sulla scrittura di libri “raccontatigli” da altri – Tina (Bobulova), pornostar imborghesita, vuole pubblicare la propria biografia. Eppure, quando ancora insegnava italiano negli istituti tecnici, Bruno aveva saputo parlare di Pasolini e aveva lasciato il segno. Peccato che ora un suo ex studente (Marchioni) si fa chiamare “er Poeta” e colleziona opere d’arte con i soldi dello spaccio di droga. Meno male che er Poeta riconosce il suo vecchio professore proprio mentre sta per “giustiziare” Luca, caduto in “errore” durante il pericoloso noviziato da spacciatore poco convinto. Sì poco, perché Luca è intelligente, coraggioso e sveglio, ma soprattutto è un bravo ragazzo e merita di essere “salvato”. Bruno se lo ritrova in casa e deve occuparsene da padre. Glielo affida Marina (Scommegna), la madre di cui non ricordava nemmeno più il volto e dalla quale non aveva mai saputo di aver avuto un figlio. Ma: scialla, a tutto c’è rimedio. Il tono è leggero, in nessun momento temiamo il peggio, nemmeno quando il bambino – Luca, Bruno, Tina, er Poeta, noi spettatori stessi – viene còlto a rubare la marmellata. Ma davvero siamo tutti così buoni?

Franco Pecori

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18 novembre 2011