La complessità del senso
25 09 2017

La kryptonite nella borsa

La kryptonite nella borsa
Ivan Cotroneo, 2011
Fotografia Luca Bigazzi
Valeria Golino, Cristiana Capotondio, Luca Zingaretti, Libero De Rienzo, Luigi Catani, Vincenzo Nemolato, Monica Nappo, Massimiliano Gallo, Lucia Ragni, Gennaro Cuopmo, Sergio Solli, Antonia Truppo, Rosaria De Cicco, Carmina Borrino, Nunzia Schiano, Fabrizio Gifuni.
Roma 2011, concorso.

Al primo film da regista, lo scrittore Ivan Cotroneo sfoggia la sua consolidata esperienza di sceneggiatore – dalla sperimentazione de I Vesuviani (1997) alla miniserie Tv Sissi (2010), passando per Pinocchio, L’uomo che amaIo sono l’amoreMine vagantiQuesto piccolo grande amore. La traduzione per il cinema del suo penultimo libro reca anche altre tracce autoriali televisive (L’ottavo nanoParla con me). Nel complesso, intendiamo una certa levigatura della forma del contenuto, confezionata secondo referenze espressive collaudate sui gusti del pubblico fidelizzato dal piccolo schermo. Il racconto della famiglia Sansone – siamo nella  Napoli del 1973 – è affidato alla voce fuori campo dell’esponente più giovane, Peppino (Luigi Catani), di 9 anni. Bambino intelligente e sensibile, Peppino seleziona i momenti e gli aspetti salienti della vita quotidiana, alleggerendo così in parte l’autore del peso di giudizi che, se già esplicitamente “maturi”, rischierebbero forse di essere troppo impegnativi e “pesanti”. Quando vediamo che ormai gli effetti del Sessantotto si fanno sentire anche ai livelli più usuali del comportamento sociale, intaccando – magari in superficie, ma intaccando – il costume nei dettagli, leggerezza (televisiva) vuole che il taglio tipologico dei personaggi definisca una situazione discretamente scontornata. Il tono di Peppino lascia trasparire l’accattivante furbizia di un’intuizione infantile disvelatrice di implicazioni “adulte” e insieme blocca sul limite di stupori immaginifici possibili rischi di sbilanciamento. Per paradosso, la prima “protezione” viene proprio dal personaggio meno realistico, coltivato dal bambino nel suo immaginario: Gennaro (Vincenzo Nemolato), il cugino più grande, il quale si crede Superman, da cui la citazione della kryptonite, il minerale di Kripton, pianeta d’origine del supereroe. Gennaro muore presto e Peppino continua a farlo vivere nella sua fantasia. Gli farà compagnia e lo aiuterà a non perdersi nella confusione famigliare. Il pericolo maggiore viene al piccolo dagli zii giovani, Titina (Cristiana Capotondi) e Salvatore (Libero De Rienzo). Di tratteggi delle “devianze” del mondo giovanile sessantottino (balli, bevute, pasticche, nudismo, femminismo) se ne sono visti di molto peggiori; Cotroneo ci mette un po’ dell’umorismo che usa per il suo film in generale e rinvia la sistemazione dello “strano” scombinamento. Intanto i genitori di Peppino vanno consumando la loro crisi matrimoniale. Antonio (Luca Zingaretti) si lascia tentare da una relazione furtiva e poco importante, ritagliata nei momenti di chiusura della sua bottega, Rosaria (Valeria Golino) lo scopre e si chiude in camera con un “incomprensibile” mal di testa. Poi accetta di andare a “parlare” con lo psichiatra Matarrese (Fabrizio Gifuni) e ne resta turbata. Gifuni si è accollato un ruolo marginale e insieme decisivo, per il suo carattere di opposizione complementare rispetto alla saggezza casalinga di Carmela (Lucia Ragni), la madre di Rosaria, la quale, in cucina, dà la propria interpretazione della “cura”, scagliando un bel piatto bianco, vincente, fragorosamente a terra. Altro che psicoanalisi. Tutto andrà a posto. Antonio si rende conto che la sua vita si sta facendo troppo complicata, rinuncia agli incontri segreti e con la sua maschera di uomo equilibrato e tranquillizzante (come dimenticare Montalbano?) va dalla moglie a confermarle il suo amore. La zia Titina, dopo le scorribande da un ragazzo all’altro, sceglie di placare l’ansia del conoscere fermandosi su uno che le vuole bene anche se zoppo. Peppino, con l’aiuto del suo Superman privato è pronto per affrontare i suoi migliori anni.

Franco Pecori

Print Friendly

4 novembre 2011