La complessità del senso
25 09 2017

Spider-Man 3

film_spiderman3.jpgSpider Man 3
Sam Raimi, 2007
Tobey Maguire, Kirsten Dunst, James Franco, Thomas Haden Church, Topher Grace, Bruce Dallas Howard, James Cromwell, Rosemary Harris, J. K. Simmons.

E tre. Un regalo per gli appassionati di fumetti della mitica ditta Marvel. Con una velatura di volgarità, quando ci sparano in faccia, prima che abbiamo il tempo di scartare il pacco, che i primi due film hanno incassato 1 miliardo e 600 mila dollari nel circuito mondiale. Ma vediamo. Cinema o audiovideo? Difficile distinguere se non si hanno radici. Tuttavia il cinema, proprio perché ormai antico, sa essere assai tollerante. Come se da quel Treno che arriva in quella stazione del 1895 scendessero, anziché persone, disegni animati avvolti in un luccichìo di effetti tridimensionali. Del resto, è presente a quell’arrivo anche un Georges fantascientifico in pectore: a lui il treno già sembra una specie di astronave che può andare sulla Luna. Qualcosa con cui giocare. Figurarsi oggi, con tutto quello che può fare il computer. Un videogioco, oggi. Un regalo per i più buoni.  Per tutti coloro che, piccini o grandi, non solo siano di buona pasta morale, ben educati e primi della classe, ma che sappiano anche, dopo un solo barlume di cattiveria, prenderne coscienza e rientrare in sé. Mai la vendetta nel cuore. Santi subito. Uomoragno, ti preghiamo, stai con noi. Bambini, convincetelo voi: a uno zio furbacchione, che per un momento rintracciasse negli occhi di Harry (James Franco) il ghigno post-Dean (James) della gioventù in fiamme, ditelo voi che l’Amicizia è indistruttibile e la Buona Fede è la chiave per tutte le porte. I mezzi, cari piccini, non vi mancano: ve li regala Peter. A Maguire devono proprio averla spiegata bene la differenza tra la tuta rossa e quella nera, giacché, al cambio, è completamente diversa la faccia e l’interpretazione è inequivocabile: rosso è buono, nero è cattivo. Ai più grandicelli, che hanno già salito il gradino delle superiori (come lo stesso Peter), viene in aiuto anche Socrate – sì quello delle statue di gesso, quello dei calchi turistici che man mano sono andati confondendosi con altri gessi, di Freud. Ai ragazzi zia Marvel indica la via del “combatti te stesso”: hai qualche piccola tentazione? Vedrai, la vita ti sorriderà di nuovo. L’Uomo di sabbia? Non deve far paura. Terribile nelle sue pseudo-neoplasie è meno efficace, al dunque, di certe automobili della pubblicità. Sola soletta abbiamo lasciato Mary Jane. Ma non è sola, c’è Maria Antonietta con lei, che le dà la forza di giocare al rimbalzo con il destino e, tutto sommato, godersi la scena. In sintesi, l’Amore e il Perdono: la Redenzione. E finiamola qui. Il giocattolo, proprio come un giocattolo, è ormai usato. E d’altronde nemmeno l’arte è eterna.

Franco Pecori

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1 maggio 2007