La complessità del senso
22 11 2017

Il villaggio di cartone

Il villaggio di cartone
Ermanno Olmi, 2011
Fotografia Fabio Olmi
Michael Lonsdale, Rutger Hauer, Alessandro Haber, Massimo De Francovich, Elhadji Ibrahima Faye, Irima Pino Viney, Fatima Alì, Samuels Leon Delroy, Fernando Chironda, Souleymane Sow, Linda Keny, Blaise Aurelien Ngoungou Essoua, Heven Tewelde, Rashidi Osaro Wamah, Prosper Elijah Keny.
Venezia 2011, fuori concorso.

Un gruppo di clandestini africani trova rifugio nella chiesa dismessa dov’è rimasto il vecchio Parroco, solo e sconsolato, a occupare la canonica. Gli operai hanno staccato dalle pareti i quadri dei santi, hanno calato dall’alto il grande Crocefisso e sguarnito completamente l’altare. Gli immigrati accostano i banchi e li coprono con dei cartoni, a formare un piccolo “villaggio” posticcio. Svuotata dei simboli liturgici, la chiesa si popola di nuovi fedeli, miseri e derelitti. Il prete ritrova le ragioni di vita che gli sembravano essere cadute. «Ha inizio un tempo – dice Olmi – in cui il mondo ha bisogno di uomini nuovi e giusti». Parole come carità e fratellanza ritrovano il loro significato, a fronte dell’arroganza di quanti (bravo Haber nella parte del comandante di una “ronda” locale) vogliono mettere “ordine” nel mondo che si rinnova e nonostante la presenza di una componente terroristica (la cintura di candelotti pronta all’uso) tra i nuovi arrivati. Sceneggiato dal regista con il contributo di Claudio Magris e Gianfranco Ravasi, quest’ultimo lavoro dell’autore de Il posto, de L’albero degli zoccoli, di Centochiodi è il primo suo film in cui la tesi è espressa in modo esplicito e didascalico, non scaturisce dalle immagini ma le spiega, ne indica passo passo l’interpretazione. Il patrocinio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati sotto cui è stato realizzato Il villaggio di cartone sottolinea l’importanza del tema, di estrema attualità, ma purtroppo la poesia di Olmi questa volta è soltanto enunciata, resta sulla carta. Il film è di maniera, solo parzialmente riscattato dalla sensibile interpretazione di Lonsdale nel ruolo del vecchio prete.

Franco Pecori

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7 ottobre 2011