La complessità del senso
21 09 2017

Number 23

film_thenumber23.jpgThe number 23
Joel Schumacher, 2006
Jim Carrey, Virginia Madsen, Logan Lerman, Danny Huston, Rhona Mitra, Lynn Collins, Mark Pellegrino, Patricia Belcher, Ed Lauter, Troy Kotsur, Walter Soo Hoo, Rudolph Willrich.

Numerologia. Non è vero ma ci credo. Prenderla sul serio o lasciare: c’è un numero veramente sfortunato, il 23. Al di là delle apparenze (thriller), il film non si rivolge ai buontemponi del cinema, quelli che si “divertono” a guardare le situazioni sadomaso più falsamente estreme. Qui di estremo c’è soltanto lo scarico di responsabilità. Eventi negativi capiteranno per via del 23, oppure a causa dell’ossessione che il numero provoca nella psiche di Walter (Carrey), dopo che la moglie Agatha (Madsen) gli ha regalato per il suo compleanno un certo romanzo, intitolato The number 23; oppure perché il 23 intacca la mente del protagonista del romanzo, un certo Fingerling. Oppure perché Walter e Finderling si somigliano molto. Il libro dice che Fingerling è un omicida. Fin qui nulla di sconvolgente. Ma, calcolando bene le ricorrenze del 23, si potrebbe arrivare a credere che nel numero è contenuto un destino analogo per Walter. Ora, due sono le cose: o contro il 23, ovunque e comunque esso sia “rintracciabile”, non c’è niente da fare e non resta che accetterne il “dettato”, oppure – pensa Walter –  ci deve essere un modo per intervenire sul proprio futuro. Condannato a vivere il doppio ruolo di Walter e di Fingerling, Carrey s’ingegna di prestare la sua faccia come meglio può, ma certo la buona volontà ce la deve mettere soprattutto lo spettatore. Infatti, verso la metà del film, la componente “mistero” va attenuandosi per lasciar trasparire progressivamente la meccanica del gioco. Svanisce la tensione pre-scritta dalla sceneggiatura e resta il senso di “realtà” scoperta, esatto contrario dell’intento visionario della regia.

Franco Pecori

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27 aprile 2007