La complessità del senso
21 09 2017

Oltre il mare

Oltre il mare
Cesare Fragnelli, 2011
Fotografia Andrea Locatelli
Alessandro Intini, Alberto Galetti, Giulia Steigerwalt, Nicola Nocella, Mario Claudio Recchia, Micol Olivieri, Davide Donatiello, Carlotta Tesconi, Francesca Perini, Lidia Cocciolo, Rossana Lorusso, Laura Bardiger, Loredana D’Andrea, Elizabeth Saragnese, Cosimo Cinieri, Paolo Sassanelli, Marit Nissen.

Recita il book di presentazione del film: «Puglia, oggi. Un gruppo di giovani studenti universitari decide di partire per una vacanza in campeggio, destinazione Otranto». E fin qui ci siamo. I dati corrispondono a ciò che si vede. Poi però si passa a un’ulteriore specificazione del contenuto: «Amori, sentimenti, sesso, droghe, tradimenti si incrociano in una vacanza da schianto». E qui ci siamo più che altro a livello di enunciato. Al suo primo lungometraggio, il trentaquattrenne regista pugliese (premiato autore di corti d’impegno sociale e di spot pubblicitari) manifesta l’ambizione di «graffiare» e «emozionare», raccontando «senza filtro» i ventenni di oggi. Purtroppo l’intenzione di un uso “diretto” della cinepresa attinge all’utopia classica, storica, originaria e fallace, che attribuisce al cineocchio l’onnipotenza del disvelamento obbiettivo della “realtà”. I giovani del film, pur bene interpretati da un apprezzabile gruppo di attori, rispondono a un’idea piuttosto risaputa che la sociologia e le comunicazioni di massa hanno trasmesso di loro e non basta la chiave dell’amicizia – suggerita a più riprese – a tenere insieme le diverse istanze interpretative che lungo il film si affacciano a indicare possibili svolte della narrazione. Se dici «amori, sentimenti, sesso», ti impegni a una rappresentazione artistica dei temi, tale che valga una distinzione tra script e scene. Molte scene, invece, risultano deboli, inadeguate nell’espressione dei contenuti che sono chiamate (almeno) a evocare. Tale carenza estetica si nota soprattutto nella forma per lo più didascalica dei dialoghi, anche indecisi tra commedia e “verità”; e produce ulteriore contrasto nei momenti di maggiore accentuazione delle belle musiche originali di Nicola Masciullo. Fragnelli è comunque un regista da seguire. Proseguendo nel lavoro, potrà magari rischiare qualcosa di più sul versante autoriale, viste le sue possibilità di metteur-en-scène.

Franco Pecori

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30 settembre 2011