La complessità del senso
17 12 2017

Nero bifamiliare

film_nerobifamiliare.jpgNero bifamiliare
Federico Zampaglione, 2007
Claudia Gerini, Luca Lionello, Emilio De Marchi, Anna Marcello, Adriano Giannini, Ernesto Mahieux, Max Giusti, Cinzia Leone.

Aver interpretato il Giuda di Passion ed ora il Vittorio di questo primo film di Zampaglione (il cantante dei Tiromancino si è dato alla regia) dev’essere stato per Lionello un po’ come seguire il filo di una sorte “maligna”, nel senso della combinazione, in una specie di sviluppo interno, di maschere che segnano sofferenze complementari: in Giuda la nera tensione per la responsabilità del  tragico e complesso tradimento menzognero, in Vittorio la nera agitazione della coscienza di un vivere bugiardo e fuorviante. Il protagonista di Nero familiare ha stampato sul volto il profondo disagio, “moderno e contemporaneo”, di un’esistenza falsa, basata su misere truffe, tesa all’effimero raggiungimento di uno status sociale in cui le cose sono scambiate per vita. Facili i riferimenti all’attualità: la villa bifamiliare che costa troppo per il budget a disposizione, il lavoro che non garantisce continuità, le iniziative velleitarie rivolte ai “miracoli” di Internet, il candore egoistico della moglie (Gerini, carica sexy in attenuazione), ragazza a cui la mamma (Leone, non ultima nel macchiettismo ma macchiettista) non ha perdonato l’avventata scelta matrimoniale. Tutto facile e didascalico, senza troppo badare al cinema, giacché – sembra il sottinteso -, quando le cose sono così chiare l’arte può non contare. Quindi Vittorio si mette nei guai, travisando il carattere dei vicini e scambiandoli per “cattivi” sulla scia di correnti pregiudizi verso gli stranieri. La noia del “tutto scontato”, comprese le elementari riproduzioni stilistiche dei generi (dalla commedia al noir) ci soffocherebbe se non fosse per la maschera di Lionello. Non qualcosa da grande attore e, tuttavia, la capacità di prendersi sulle spalle il compito di salvare la tenuta del senso, pericolante in ogni secondo del film. Prestazione eroica, che merita omaggio.

Franco Pecori

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13 aprile 2007