La complessità del senso
22 11 2017

Lanterna verde

Green Lantern
Martin Campbell, 2011
Fotografia Dion Beebe
Ryan Reynolds, Blake Lively, Peter Sarsgaard, Mark Strong, Tim Robbins, Jay O. Sanders, Taika Waititi, Angela Bassett, Mike Doyle, Nick Jandl, Dylan James, Gattlin Griffith, Jon Tenney, Leanne Cochran, Temuera Morrison, Jenna Craig, Nick Jones, Amy Carlson.

L’energia verde smeraldo della Volontà contro il mostro giallo della Paura si fronteggiano in una serie infinita di tentativi di dominare l’Universo. La Volontà tende alla pace, la Paura alla distruzione degli equilibri. I verdi attraversano un brutto momento, Parallax signore della Paura sembra poter avere il sopravvento soprattutto dalle nostre parti, Terra e sistema solare. Viene così individuato l’uomo potenzialmente capace di contrastare e vincere il nemico. Il prescelto è Hal Jordan (Ryan Reynolds – Buried, sepolto), pilota collaudatore spericolatissimo che lavora ai progetti sperimentali per gli aerei da combattimento. Arriva da noi un’astronave misteriosa e Hal riceve in “dono” un anello che ricarica energia verde da una “magica” lanterna. Da quel momento Hal non può più spassarsela con i suoi voli al limite del possibile e deve rinunciare alla vicinanza di Carol (Blake Lively), pilota anche lei e figlia del padrone della ditta produttrice dei velivoli sperimentali. Si ritroveranno alla fine, ma con molta pericolosissima avventura nel mezzo. Tecnologia 3D a parte, ossia galleggiamento di corpi e personaggi in una “nuova” uniformità indistinta e tutto sommato inutile, il meccanismo è quello dei supereroi di cartone, chiamati – i buoni – a sforzarsi al limite delle possibilità per fronteggiare i cattivi e salvare la baracca. La salvezza, più ancora che materiale, è morale. E anche qui la morale pesa molto, si avverte ancora una volta il bisogno dell’umanità, della parte “avanzata” dell’umanità, di riscattarsi con buone azioni definitive dall’abisso in cui teme di essere precipitata o di precipitare dal un momento all’altro. Ma questo i giovanissimi – il film è soprattutto per loro –  non lo sanno nemmeno e si divertono un sacco a parteggiare per Hal e a stoppare con un pugno teso l’invadenza della Paura. Il gioco è anche gradevole, soprattutto nella prima parte, quando ancora non si avverte, come invece avviene nella seconda, l’ingombro della soluzione “giusta”, morale e amorosa. Gli effetti, discretamente dosati, evitano l’arroganza tecnologica che storpia il senso di tanti altri film.

Franco Pecori

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31 agosto 2011