La complessità del senso
24 11 2017

Transformers 3

Transformers: Dark of the Moon
Michael Bay, 2011
Fotografia Amir M. Mokri
Shia LaBeouf, Josh Duhamel, Rosie Huntington-Whiteley, John Malkovich, Patrick Dempsey, John Turturro, Frances McDormand, Alan Tudyk, Tyrese Gibson, Kevin Dunn, Karyn Parsons, Julie White, Lester Speight, Kym E. Whitley, Glenn Morshower.

Stucchevole. Il terzo episodio del trasformismo alieno (e alienante) non aggiunge una virgola alla tematica di sostanza: il rapporto tra macchine umane e uomini-macchina non si evolve in una dialettica problematica e la lezione di fondo resta la lotta tra buoni e cattivi relativamente alla conservazione della Libertà (L maiuscola e nessuna specificazione). Di sicuro, vivere circondati e invasi dalla ferraglia in trasformazione continua (e monotona) equivale a rinunciare a specificazioni problematiche. La società messa in pericolo e quella che alla fin fine, salvata, si prospetta fanno un  tutt’uno con i buoni propositi, gli “eroismi” e l’amore “onesto” (spunta perfino un “anello di fidanzamento” tra la montagna di bulloni conclusiva) tra Sam (LaBeouf) e Carly (Huntington-Whiteley) – una coppia che certo non rimanda a mondi lontani. La lotta tra gli Autobot e i Decepticon continua sui binari della medesima istanza iniziale, il trasferimento sulla Terra di una sete di dominio extraterrestre dai connotati per nulla diversi dagli imperialismi nostrani. Il giocattolo meccanico, la trasformazione delle macchine, animata da un dinamismo esasperato dalle qualità effettistiche del 3D, finisce in un gioco esausto di ripetizioni poco produttive di senso. Interessante il riferimento, soprattutto iniziale, al tema “storico” della conquista della Luna, con la misteriosa corsa tra Usa e Urss, gara di cui qui si pretenderebbe di svelare le ragioni segrete in chiave fantascientifica. La sceneggiatura però stenta non poco a chiarirsi e il racconto si assesta solo quando lo spettacolo rientra sui binari più scontati dei due episodi precedenti. Altro spunto vagamente attuale è la difficoltà di Sam a trovare un lavoro adeguato alle proprie doti di giovane intraprendente e intelligente. Costretto a fare praticamente il fattorino si riscatterà poi agganciandosi agli eventi. E a proposito, notevole l’impatto scenografico delle sequenze catastrofiche, quando gli scontri tra i gruppi di contendenti provocano addirittura lo sgretolamento e il crollo di grattacieli (11 Settembre nella memoria). Quanto agli attori, bravo LaBeouf e “sprecate” le presenze monumentali di Malkovich e Turturro.

Franco Pecori

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29 giugno 2011