La complessità del senso
20 09 2017

Asian Film Festival, Peter Chan Premio alla carriera


A REGGIO EMILIA dal 11 al 18 GIUGNO

L’Asian Film Festival, giunto quest’anno alla nona edizione, si rinnova e si sposta da Roma a Reggio Emilia. Tra l’11 e il 18 giugno, negli ambienti di Palazzo Magnani e in varie sale cinematografiche della città, verranno presentati in concorso 16 film: una selezione di quanto di meglio è stato prodotto nell’ultimo anno in Estremo Oriente. La retrospettiva di quest’anno sarà dedicata al regista e produttore di Hong Kong, Peter Chan, il quale riceverà il premio alla carriera da parte dell’Asian Film Festival.

Peter Chan  debutta come regista nei primi anni ’90, girando prevalentemente commedie. Nel 1997 si cimenta con un melodramma, COMRADES, ALMOST A LOVE STORY e vince ben 9 Hong Kong Film Awards, oltre a sbancare il botteghino. Dopo una breve parentesi hollywoodiana, dove dirige per la Dreamworks di Spielberg LA LETTERA D’AMORE, Chan torna a Hong Kong e fonda la Applause Pictures. Con questa etichetta dirige PERHAPS LOVE (2005) e THE WARLORDS (2007) e produce il film di Teddy Chen, BODYGUARDS AND ASSASSINS (2009), tutti grandi successi di botteghino e di critica.

Oltre ai titoli in concorso, che verranno valutati da una giuria composta da registi e attori/attrici italiani, il Festival prevede anche una sezione fuori concorso, in cui saranno proiettati gli ultimi film di maestri riconosciuti del cinema asiatico, come Takashi Miike, Takeshi Kitano, Chen Kaige, Tran Anh Hung, Hong Sang-soo. Non mancheranno incontri con gli autori, seminari e workshop.

«L’esperienza romana ha consentito al Cineforum Robert Bresson di far nascere e crescere come realtà a livello internazionale l’Asian Film Festival – ricorda Antonio Termenini, direttore del Festival -. Per diversi motivi, complessi e che non si possono esaurire in poche parole, quell’esperienza è giunta al termine. Il rilancio del festival passa ora per una città, Reggio Emilia, e una Fondazione, quella di Palazzo Magnani, che, proprio in un momento in cui la cultura appare in Italia come qualcosa di superfluo e non necessario, vogliono invece dare un segnale forte, investendo proprio in questo settore. Agli appassionati che ci hanno seguito in questi anni romani, la nona edizione dell’Asian Film Festival riserverà molte sorprese, che non si esauriranno nella settimana emiliana».

 

I PREMI
(aggiornato al 18 giugno 2011)
La giuria del Festival, composta da Cara Cusumano, selezionatrice del Tribeca Film Festival, dallo scrittore di gialli, Giampaolo Simi e dalla giornalista Elsi Reiter, dope aver visto in questi giorni i 16 film del concorso, ha assegnato i seguenti premi:
Miglior film – Buddha Mountain
Opera complessa che coglie molteplici aspetti nella società contemporanea della Cina e non solo, I personaggi si muovono sullo sfondo di un mondo in cambiamento alla ricerca di vie percorribili per un futuro di speranza, rispetto e amore.
Miglior regia – Sono Siom per Cold Fish
Un’originale opera di genere, diretta con mano sicura e con brillanti intuizioni, capaci di innervare la narrazione di una violenza vera e cruda, anche e soprattutto quando non la mostra esplicitamente.
Miglior attrice – Sandra Ng in All about Love
Per la grande versatilità nel portare sullo schermo una donna avvocato che lotta a livello professionale e personale per i diritti delle donne.
Miglior attore – Nakadai Tatsuya in Haru’s Journey
Per la sensibilità e la grande capacità interpretativa nel ritrarre un uomo anziano, metafora del Giappone che fu.
Premio al film più originale in concorso – Winter Vacation
Per il linguaggio audiovisivo con cui ritrae l’apatia e il disinteresse dei giovani cinesi nei confronti della generazione precedente, schiacciata tra ideologie e tradizioni sorpassate.



Print Friendly

18 giugno 2011