La complessità del senso
24 11 2017

Il conformista

film_ilconformista.jpgIl conformista
Bernardo Bertolucci, 1970
Jean-Louis Trintignant, Dominique Sanda, Stefania Sandrelli, Alessandro Haber.

 

 

L’intenzione di fare un discorso politico si incontra, in Bertolucci, con i problemi di una coscienza di cinema come sguardo soggettivo. L’impegno politico tende a risolversi a livello prima di tutto personale. Il problema dell’incidenza del messaggio sulle strutture non può essere esterno al problema di un rapporto diretto del regista con il mezzo. La fatica di Bertolucci è tutta nella ricerca di un equilibrio ragionevole tra scelte informali (sentimento, vita privata) e rispetto dell’intelligenza (coscienza del mezzo). Una specie di doppia tensione che produce uno stile. Il pericolo è nella precarietà dell’equilibrio; ma, d’altra parte, solo questa precarietà può garantire la vita dell’opera. Basta che l’equilibrio si spezzi e la tensione scade in sistema statico e definitorio, lo stile non è più ansia del dire, ma costruzione di una casa in cui vivere comodi e senza rischi. Basta che Bertolucci faccia un passo (e lo faccia ogni volta) per uscire dalla sua casa ed avremo il primo cinema veramente vivo in Italia dopo Rossellini.

 

 


Franco Pecori I migliori film del 1971: Il conformista, Filmcritica, n. 221, gennaio 1972


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5 gennaio 1972