La complessità del senso
22 11 2017

Frozen

Frozen
Adam Green, 2009
Fotografia Will Barratt
Emma Bell, Joe Lynch, Kevin Zegers, Ed Ackerman, Eileah Vanderbilt, Kane Hodder, Adam Johnson, Christopher York, Peder Melhuse.

La seggiovia si ferma. L’impianto non riaprirà che nel prossimo weekend. Per una sciagurata disattenzione del personale addetto, Emma Shawn e Dan, unici sciatori rimasti appesi in completa solitudine, non potranno resistere al congelamento. Questo si capisce subito. E allora? Il regista riesce a trasmetterci l’angoscia dei tre giovani nello spettrale paesaggio montano, innevato e gelido. La sedia che penzola a 30 metri dal suolo diviene presto un mondo a parte, il luogo disperato di una resistenza psicologica e fisica “impossibile”. Le tre storie personali – Shawn (Lynch) e Dan (Zegers) sono amici da sempre, Emma è la ragazza di Dan – emergono dai frammentari dialoghi tenuti vivi nella speranza di mantenersi comunque vigili. E si sente anche che qualcosa di più grave accadrà. Da qui in poi non possiamo rivelare. Il seguito del film di Green (Hatchet, 2006, uscito nel 2010) è a dir poco atroce. La tensione e la sofferenza quasi fisica dello spettatore arriva ai limiti del sopportabile. Per questo ci si aspetta una catarsi finale. Non possiamo rivelare, ma di certo senza catarsi saremmo semplicemente vittime di sadismo. E la prima parte del thriller, prima della seggiovia, confermerebbe la sua inadeguatezza diciamo stilistica.

Franco Pecori

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25 marzo 2011