La complessità del senso
23 11 2017

La masseria delle allodole

film_lamasseriadelleallodole.jpgLa masseria delle allodole
Paolo e Vittorio Taviani, 2007
Paz Vega, Moritz Bleibtreu, Alessandro Preziosi, Angela Molina, Mohammad Bakri, Tcheky Karyo, Mariano Rigillo, Hristo Shopov, Christo Jivkov, Stefan Danailov, Yvonne Brulatour Sciò, Nicolò Diana, Ubaldo Lo Presti, Linda Batista, Enrica Maria Modugno, André Dussollier, Arsinee Khanjian.

La poesia dei Taviani al servizio di un’operazione culturale e politica, di cui si avvertiva il bisogno, a fronte dei troppi silenzi sulla storia del XX secolo. L’eccidio degli armeni da parte dei “Giovani Turchi”, l’organizzazione nazionalistica che dai primi anni del ‘900 alla guerra mondiale sostenne l’idea di una Grande Turchia imperiale fino alla Cina, è denunciato esplicitamente e posto alla base della vicenda drammatica dei personaggi. Il carattere televisivo della coproduzione bulgaro-franco-italo-spagnola, che ha permesso la realizzazione del film, garantisce la diffusione del prodotto verso un pubblico adeguatamente vasto. Si sa che il tipo di attenzione dello spettatore televisivo è diverso da quello di chi siede in una sala cinematografica e perciò la valenza estetica della realizzazione non può essere la stessa nei due casi. In televisione tutto è più semplice, più esplicito, più “comprensibile”, nei passaggi e nelle metafore, cioè nella costruzione poetica. Dal romanzo omonimo di Antonia Arslan i fratelli Taviani hanno liberamente tratto la sintesi di un amore mancato (“impossibile”), dell’armena Nunik (brava Vega) per il turco Egon (Preziosi), inquadrandolo, con sintassi da fiction, nella dolorosa e tragica storia di una famiglia e di tutto un popolo, massacrato in quanto minoranza etnica. Punte espressive che richiamano alla qualità cinematografica sono i momenti truci (non “osceni” perché tagliati al momento giusto – forse anche qui pensando al passaggio in Tv) delle uccisioni e delle torture. Per il resto, il dolore profondo degli oppressi è sufficientemente diffuso lungo il film e il tema dell’ingiusta sopraffazione è tradotto anche in un esemplare interrogativo romantico: «E’ morale che una donna armena faccia disertare per amore un ufficiale turco?»

Franco Pecori

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23 marzo 2007