La complessità del senso
24 09 2017

Tutti al mare

Tutti al mare
Matteo Cerami, 2010
Fotografia Maurizio Calvesi
Marco Giallini, Italia Occhini, Vincenzo Cerami, Anna Bonaiuto, Libero De Reinzo, Francesco Montanari, Ambra Angiolini, Claudia Zanella, Franco Pistoni, Sergio Fiorentini, Elena Radonicich, Giorgio Gobbi, Rodolfo Laganà, Ninetto Davoli, Ennio Fantastichini, Gigi Proietti.

Mostri-comparsa nel chiosco sul nulla, umanità-tic davanti al mare della smemoria, caratteri degradati dal disuso e mescolati alla rinfusa in mancanza di una giusta differenziata – da Fellini a Pasolini, con Sordi che sghignazza tra le quinte. Non è certo il solito filmetto-barzelletta. Le battute in romanesco piovono a grandine ma rispondono anche a un senso complessivo affatto ridanciano. E un certo sapore documentario (i tipi sono “veri” e rimandano a situazioni attuali, riconoscibili) sale a tratti fino alla poesia formando metafore dal profumo andante. Maurizio (bravo Giallini) gestisce un chiosco sul litorale romano, dove dall’alba fino alla notte s’intreccia il viavai di gente strana e comune, persone segnate dai vizi usuali del vivere. Il mare fa da linea di fuga e insieme da muro invalicabile, recinto entro cui è lecito fare pazzie ma da cui è impossibile liberarsi: un luogo teatrale che evoca Cinecittà senza indicarla, chiama personaggi “dalla strada” accogliendoli sul palco della finzione; un pentolone dove la normalità è surreale e senza riscatto, dove la Tv si fa “ospite” in carne e ossa (Pippo Baudo) mentre l’arrivo dell’ennesimo barcone dall’altro mondo ne cancella forse per sempre la falsa magia. Su tutti la figura-macchietta (macchia difficile da lavare) dello “smemorato” Proietti, cognato di Maurizio in cura psicoanalitica, al quale lo «psico-coso» ha «tirato fuori tutta l’infanzia». Ora per lui la memoria di ogni parola è un nuovo miracolo dell’esistenza. Memorabile l’incontro con l’amico-mai-visto-prima Laganà, un duetto in “minore” che definisce il limite nostalgico di un’arte tendente ormai alla sparizione, la maestria discreta dell’intervento “secondario”, cancellato oggi dalle luci piene dello spettacolo elettronico.

Franco Pecori

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11 marzo 2011