La complessità del senso
17 11 2017

Unknown – Senza identità

Unknown
Jaume Collet-Serra, 2011
Fotografia Flavio Martinez Labiano
Liam Neeson, Diane Kruger, January Jones, Aidan Quinn, Bruno Ganz, Frank Langella, Sebastian Koch, Olivier Schneider, Stipe Erceg, Rainer Bock, MIdo Hamada, Clint Dyer, Karl Markovics, Eva Löbau, Helen Wiebensohn, Merle Wiebensohn.
Berlino 2011, fc.

Collet-Serra (La maschera di cera, Orphan) approfitta di un attore come Neeson (Schindler’s List, Gangs of New York, K-19: The Widowmaker, Le crociate) per montare un filmacchione di genere vago, diciamo thriller d’azione con un sentore di intrigo internazionale e targarto Ogm, con l’idea di dare a un certo principe arabo, Shada (Hamada), il merito di appoggiare la ricerca scientifica, biotecnologica, buona per il post-petrolio. Il racconto, basato sull’alto (eccessivo?) dosaggio di mistero in evoluzione, cerca sostegno nel succedersi meccanico di sequenze “provvidenziali”, tipo salvavita, in cui il protagonista, privato dell’identità, sembra continuamente sull’orlo del precipizio e deve fare ricorso a una perfetta dose di intelligenza+forza+destrezza per salvarsi da implacabili persecuzioni e per ritrovare se stesso, in una Berlino ancora segnata da rimembranze oltremuro, cancellabili, sembra di capire dal bravissimo Ganz ex agente della Stasi, solo con un tè al veleno. Basterebbe svelare qualche particolare in più per togliere il gusto del thriller, che non manca del tutto. Ma nel complesso il marchingegno risulta alquanto pretenzioso. Per carità non parliamo di Hitchcock. C’è troppa confusione tra incidenti e “incidenti” e tra ecologia e buoni sentimenti. Meno male che la tassista bosniaca (Kruger), meritevole per l’aiuto che dà al Dottor Harris (Neeson), non risentirà troppo della perdita del suo taxi.

Franco Pecori

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25 febbraio 2011