La complessità del senso
23 09 2017

Amore & altri rimedi

Love and Other Drugs
Edward Zwick, 2010
Fotografia Steven  Fierberg
Jake Gyllenhaal, Anne Hathaway, Oliver Platt, Hank Azaria, Josh Gad, Gabriel Macht, Judy Greer, George Segal, Jill Clayburgh, Kate Jennings Grant,  Katheryn Winnick, Kimberly Scott, Nikki Deloach, Natalie Gold, Megan Ferguson.

Jamie Randall (Gyllenhaal) è un brillante giovanotto in ascesa nell’America della metà degli anni Novanta. Sveglio di mente, consapevole forse delle conseguenze del rampantismo del decennio precedente, passa non appena può dal campo dell’elettronica di consumo a quello della vendita dei prodotti farmaceutici. Promotore supergasato, Jamie tende a sfruttare appieno le sue doti di sciupafemmine, bilanciando al meglio i frutti del fascino tra risultati della vendita e godimenti sessuali. La prima metà del film è giocata sulla cifra di un cinismo palesemente caricato con ironia forzuta e quasi violenta. Zwick (Vento di passioni, L’ultimo samurai, Blood Diamond – Diamanti di sangue), mentre segue le evoluzioni del personaggio, non trascura di gettare l’occhio su ciò che accade intorno, mettendoci al corrente con disinvolta brutalità circa la spregiudicatezza del connubio medicina-farmaceutica nel quadro di una concezione spiccatamente commerciale della salute. Ma non tutto è male, nemmeno all’inferno. Ed ecco che tra la folla di ragazze in attesa di divertimento ne spunta una del tutto speciale, diversa e molto più attraente. È Maggie (Hathaway, attrice dalla forte personalità, già ammirata in Il diavolo veste Prada e in Becoming Jane, ritratto della scrittrice Jane Austen, una “donna contro”), la quale mostra grande trasporto negli incontri con Jamie, ma sembra trattenuta da una strana ritrosia quando la loro situazione tende ad evolvere verso il sentimento. I due fanno di tutto per mostrare perfetto accordo nell’imporsi la strategia dell'”evitare una storia”, ma abbiamo l’impressione che alla lunga finiranno per cedere all’amore. Impressione più che fondata. Il regista si mostra debole anch’egli, abbandona progressivamente il contegno iniziale e vira fino al patetico. Proprio mentre il successo del venditore di farmaci esplode grazie alla novità del Viagra, un’altra novità, triste e drammatica, emerge da parte di Maggie. Il morbo di Parkinson che l’ha colpita dall’età di 26 anni si rivela inesorabilmente e lei cerca con tutte le forze di impedire che Jamie si senta “obbligato” a restarle accanto. Ma il ragazzo, prima così spregiudicato e “indifferente”, ora è colpito al cuore e prenderà la decisione più giusta. La svolta è un po’ brusca e rischia di annullare, o almeno indebolire molto, la tensione critica della prima parte. Notevole, per sensibilità e bravura, l’interpretazione dei due protagonisti.

Franco Pecori

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18 febbraio 2011