La complessità del senso
23 11 2017

L’albero della vita

film_lalberodellavita.jpgThe fountain
Darren Aronofsky, 2006
Hugh Jackman, Rachel Weisz, Ellen Burstyn, Mark Margolis, Stephen McHattie, Fernando Hernandez, Cliff Curtis.

Prendiamola come un’illuminazione illusoria, il sogno di un artista esasperato dalla difficoltà a vivere nella realtà attuale. Tanta luce e nessuna religione, tanta mitologia e pochissima storia, tanta spiritualità e molta magia. I millenni s’intrecciano nella mente del creatore/regista, dai Maya a Isabella di Spagna, dalla nostra ricerca sul cancro alle fluttuazioni astrali di un futuro lontano, dove sarà possibile ricongiungere l’evoluzione della nebulosa Xibalba con la rinascita della natura dall’Albero della Vita. Un groviglio di istanze “umanistiche” impersonate dall’eroe-guida Thomas Creo, prima guerriero, poi scienziato e infine astronauta. Le sue gesta sono tese, in sostanza,  alla salvezza della donna amata e, con lei, possiamo intendere, l’umanità stessa. Al dunque, la mitica linfa dell’Albero finisce per risolvere a modo suo l’istanza di vitalità universale, dando un vantaggio assoluto alla visione vegetariana. Tutto l’amore sarà in un fiore o in una foglia, anche nei mondi ultrafuturi. Fantascienza? Non tanto. Misticismo? Non tanto. Nella nebbia del pensiero debole, la morte è l’unico vero nemico da cancellare. Vivremo insieme per sempre? La visione non è chiara. Lo schermo esplode di schianti e folgorazioni spettacolari senza che tutto ciò ci indichi la strada. Si esce stanchi.

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16 marzo 2007