La complessità del senso
25 09 2017

Asterix e i Vichinghi

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Stephan Fjeldmark, Jesper Møller, 2006
Animazione. Voci italiane: Pino Insegno, Martina Stella.

Quasi un miracolo. La trasposizione cinematografica del fumetto francese di René Goscinny (testo) e Albert Uderzo (disegni), edito dalla Marvel negli anni ’40, è rispettosa dello spirito originale e anche del tratto estetico, del “disegno”, pur aggiornando le immagini con la giusta misura tecnologica. Il risultato è molto gradevole. L’umorismo è maggiormente godibile dal pubblico adulto, ma i pù giovani non dovrebbero sentirsene estranei. Alle solite, i Galli fanno un figurone rispetto ai Romani: sono più furbi e più bravi a combattere.  L’arguto Asterix e il corpulento Obelix hanno questa volta un difficile compito “pedagogico”: arriva da Parigi, il nipote del capo del villaggio e dovranno “svezzarlo”. Ma il ragazzo, Spaccaossix, è tutt’altro che uno spaccatutto. Abituato alla bella vita della capitale, è vegetariano e pacifista. Un fifone. Non resta che sfruttare queste caratteristiche della nuova generazione per montare un gran paradosso, adeguandosi alle false credenze dei Vichinghi. “La paura mette le ali”. I feroci guerrieri del Nord organizzano dunque il rapimento del fifone, per convincerlo ad insegnare loro a volare.  Ma l’amore non è da meno della paura. La bella Abba, figlia del capo vichingo, è ragazza moderna, pronta a seguire il dettato del cuore anche contro le tradizioni della tribù. Gli anni Sessanta rivivono senza darlo troppo a vedere.

Franco Pecori

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16 marzo 2007