La complessità del senso
16 12 2017

Rabbit Hole

Rabbit Hole
John Cameron Mitchell, 2010
Fotografia Frank G. DeMarco
Nicole Kidman, Aaron Eckhart, Sandra Oh, Dianne Wiest, Jon Tenney, Giancarlo Esposito, Patricia Kalember, Tammy Blanchard, Mike Doyle, Julie Lauren, Phoenix List, Miles Teller, Sandi Carroll, Jay Wilkinson, Ursula Parker.
Roma 2010, concorso

Il tema non è certo originale. La perdita di un figlio può provocare nei genitori un dolore difficile da elaborare. Può essere psicologia da rotocalco. Resta da vedere la forma artistica. I genitori in crisi sono Becca (Kidman) e Howie (Eckhart). La regia è dell’attore John Cameron Mitchell, passato dietro la cinepresa nel 2001 con la storia di un cantante rock transessuale, Hedwig – La diva con qualcosa in più, seguìto poi da Shortbus, il locale notturno “dove tutto è permesso” (2006). Il riferimento letterario è il lavoro teatrale del premio Pulitzer 2007, David Kindsay-Abaire. Moglie e marito cercano di far fronte in ogni modo alla disgrazia che è capitata loro. Hanno caratteri forti, non privi di umorismo, sono persone evolute. Approdano ad uno di quei gruppi di ascolto in cui si svolgono pratiche di autocoscienza colletiva, ma stentano a prendere la cosa sul serio. Specialmente Becca non ne vuole sapere e diserta le sedute con convinzione. Preferisce, casualmente, di vedere un po’ cosa succede accostandosi al giovane Jason (Teller), proprio quello che ha avuto la sfortuna di travolgere il piccolo Danny (List) e di stroncare la felicità dei suoi genitori. Jason è un fumettista che riversa nel disegno i propri turbamenti, un ragazzo sensibile e attraente. Meglio accettare il dono gentile dei suoi fumetti, pensa Becca, piuttosto che continuare a confrontarsi con lo sgradevole ricordo ripropostole sistematicamente da sua madre, in competizione dolorosa con lei per la perdita del figlio 34enne vittima della droga. Un po’ più difficile la via della consolazione per Howie, il quale rischia di perdersi in una vaga prospettiva mistica, salvato soltanto dalla piega ridicola che la cosa può prendere. In sostanza, il vero protagonista del film è il complesso dei dettagli un po’ assurdi ma tanto usuali che vanno a comporre l’improvvisa situazione “luttuosa”; quel qualcosa di impalpabile, incredibile,  imprevedibile, impossibile da evitare, che ci sprofonda nella tana di Rabbit, dietro alle meraviglie di un’Alice, meraviglie capaci di stravolgere tutto ciò che fino a un minuto prima ci era sembrato normale, consolidato, sicuro. Riusciranno i nostri eroi? Siamo nel recinto di Hollywwod, la salvezza non è improbabile. «Facciamo un barbecue», suggerisce Howie a Becca. «E poi?», domanda lei scettica. «Poi succederà qualcos’altro», risponde lui. Bravi gli attori. La Kidman si è impegnata molto.

Franco Pecori

Print Friendly

11 febbraio 2011